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19 ottobre 2016

Panino e Listino: BUONGIORNO INFLAZIONE (Giovedì 20 Ottobre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



In attesa del terzo e ultimo round tra Hillary Clinton e Donald Trump, certo che dover scegliere il meno peggio è desolante, lo specchio dei nostri mediocri tempi, vi ricordo che domani in edicola su Libero c'è il tradizionale appuntamento con "Panino e Listino".
Domani si parla di Inflazione, bentornata?
A questo proposito vi voglio suggerire l'ultimo BTP Italia indicizzato all'inflazione con un rendimento minimo garantito. A differenza di una decina d'anni fa, quando lanciarono i primi BTP indicizzati all'inflazione facendoli passare come un'occasione, quando io li sconsiglia, non vedendo pericoli inflattivi, oggi quei prodotti li consiglio.
Primo perchè io oggi penso che una crescita dei prezzi sia iniziata e secondo perchè oggi la maggior parte dei titoli di stato è in pericolo, e un minimo garantito, in un mondo senza garanzie, è una grande opportunità.
Domani ovviamente non mancheranno i temi operativi, molta carne al fuoco.
Non mancherà Banca Monte dei Paschi. Passera tira, il mercato vuole Passera?

11 novembre 2015

Panino e Listino: INFLAZIONE, CHI L'HA VISTA? (Giovedì 12 Novembre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 




Inflazione, la Sciarelli l'ha confermato, sarà la prossima missione di "Chi l'ha visto".
Where is the inflation? Se lo chiedono anche i Black Eyed Peas
Dopo tante ipotesi e teorie, domani su Panino e Listino potrete leggere la mia, molto semplice, quella che ho sempre mantenuto da anni, fin dai primi anni del 2000, quando le maggiori banche d'affari prevedevano il ritorno dei prezzi alti a causa dei numerosi tagli dei tassi effettuati da Greenspan, cosa che non è mai successa, anzi oggi ci troviamo nell'ipotesi opposta. Vi ricordate i primi anni 2000 quando già ai tempi l'economia italiana arrancava, l'unica cosa che non scendeva era l'inflazione, e tutti, dico tutti, ci lamentavamo dei prezzi dei beni, delle zucchine, le ricordate le zucchine? Erano sempre troppo care.
Oggi tutto scende, ogni prezzo, e non siamo contenti?
Non lo siamo, perchè la deflazione porta sfiducia, e la sfiducia fa scivolare facilmente nella recessione/depressione.
Domani su Panino e Listino.

Povero Valentino Rossi, vittima del gran biscotto, questa volta non è maxi bon e nemmeno un prosciutto, ma è il diabolico piano ideato dai tre spagnoli per non fare vincere il grande campione. Tutti stupiti, molti indignati, ma mettetevi nei panni degli spagnoli che giocavano in casa, con il titolo in tasca e con la possibilità di battere il numero 1, non solo del presente, ma della storia del motociclismo, voi al loro posto cosa avreste fatto?
Certo, la scena è stata, a livello sportivo, molto penosa. Sinceramente era la mia prima gara di moto GP a cui assistevo, era l'evento, si credeva nell'impresa e ho voluto crederci, non c'è stata, ma ci ha provato, eccome!
In fondo, lo stesso Valentino non dovrebbe stupirsi, a fine gara ha definito Marquez uno che gareggia solo per farlo perdere. Perchè Valentino, in Italia non è mai successo?
Noi non diamo certo il buon esempio, in principio fu la Juventus, ogni volta che entrava in campo la Signora, soprattutto in campo internazionale, le tifoseria di tutta Italia trovavano improvvisamente pace, si faceva, solo per 90 minuti, il gemellaggio, tutti insieme per sperare nella sconfitta della Juventus.
Poi è venuto Berlusconi, la sinistra litigiosa, trovava l'amicizia sotto l'albero dell'Ulivo, tutti insieme per battere il Cavaliere Nero. Poi è arrivato Mourinho, tutti contro lo Special One, tutti contro di lui, e come dargli torto.
Siamo i numeri uno in questo sport, non si gareggia per vincere, tutti insieme è un'utopia, bensì si spera nella brutta figura altrui, e si fa questo perchè il Paese ha paura di crescere, preferisce rimanere fermo e lamentarsi.
In fondo, io per primo mi condanno e mi sento peccatore, perchè continuo a criticare Renzi e mi lamento dei suoi enormi tentativi di cambiamento, sarà l'età che passa, sarà il logoramento di questo lavoro, ma quanto sento che la prossima opera è il PONTE DI MESSINA, o scoppio a ridere o mi viene da piangere, questo paese non cambierà mai.
La rappresentazione sono i politici, se in Spagna gareggiava il trio Lorenzo, Marquez e Pedrosa, tutti insieme per battere Valentino, qui da noi abbiamo il trio Meloni, Salvini e Berlusconi, il nuovo, insieme per battere Renzi. Chi sta meglio, noi o loro?
L'ultima di Renzi è quella sul petrolio, sono pronti a trivellare l'Italia. Qualche anno fa, se era pur sempre ecologicamente un orrore, almeno economicamente aveva un senso, con un Petrolio in impennata, anche se poco, gli investimenti avrebbero portato una resa. Ma oggi? Con un petrolio regalato, i barili te li tirano dietro, ormai non lo vuole più nessuno, sono tutti orientati verso le energie alternative, persino gli arabi, ti metti a trivellare, a fare un gruviera in un paese bellissimo, ma sempre più fragile?
Siamo a Novembre, con un'umidità pesante, temperature incredibili, un inverno sempre più lontano, un riscaldamento che non vuole ancora calare, e tu, invece di abbracciare l'ecologia, energie naturale di cui l'Italia può essere regina, ti metti a cercare il petrolio?
Che dire, sei un alternativo, un cosidetto contrarian, come si dice in finanza, a questo punto, perchè non osare? Io adirittura mi rimetterei a cercare il carbone.
A questo punto tocca dare ragione a Berlusconi quando diceva "Matteo mi copia". Perchè non ci siamo tenuti l'originale?
 

22 luglio 2014

INFLAZIONE



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Bonjour!
L'abbiamo scritto in tutte le lingue in questi 10 anni di blog, questo ciclo di grandi cambiamenti socio/economici sta creando sicuramente tanti problemi e preoccupazione, ma non l'Inflazione. 
Inflazione di informazione, inflazione di oggetti e merci, inflazione di denaro, ma non certo inflazione nei prezzi.
Non è nata con un Petrolio a 150$, figuriamoci se può farlo ora, finchè ci sarà una forza lavoro di massa ai bordi del mercato del lavoro, un'aggressiva e concorrenziale guerra sui prezzi, non potrà esserci nessun appiglio, nessun materiale infiammabile per far accendere la fiamma dell'inflazione.
Pensate a tutti quei prodotti legati ai titoli di stato che servivano a calvalcare la futura inflazione, belle fregate!
In ogni caso, il dato è sempre importante e monitorato, quindi occhio alle 14,30, anche la Yellen sarà davanti al monitor.

ps. domani in edicola su Libero numero speciale "Panino e Listino": "LE 10 DI BUDDY 2014" il giro di boa

11 giugno 2014

Panino e Listino: A MPS IL MOSE NON SERVE, E A VENEZIA? (Oggi in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



"Venezia da città cosmopolita a provinciale. Il Mose è un'opera inutile, anche Cacciari si era opposto" dichiarazioni di Arrigo Cipriani, proprietario dell'Harry's Bar, storico locale veneziano. Forse Cipriani e Cacciari, che Venezia l'hanno respirata e vissuta, ne sanno molto di più dei vari esperti, politici e costruttori, persino più di Calatrava, non credete?
Eppure, dopo lo scempio di Calatrava, il Mose si è deciso di farlo lo stesso, con la consueta liturgia italiana dell'allungamento dei tempi, delle polemiche, delle proteste e dei costi, bianchi e neri. Una liturgia che diventa sempre più una preoccupante abitudine.
Il Mose per salvare Venezia, altrimenti, dicono, Venezia affonga. Non la pensa così Cipriani che contesta: "prendiamo le alluvioni del 1966, anche Venezia soffrì, ci furono giorni d'acqua alta, ma nonostante il giorno dopo il nostro locale aprì. Venezia è nell'acqua e l'acqua sale in verticale, non arriva mai a ondate che spazzano via. E poi non arriverebbe mai a quell'altezza che servirebbe a far intervenire il Mose. Venezia è affondata non a causa dell'acqua, ma a causa delle mazzette".
Venezia protetta dal Mose e poi Venezia violentata dalle grandi navi che al loro passaggio muovono le acque che agitandosi, con il tempo, erodono gli argini della città. Ma senza navi non c'è turismo, contestano commercianti e gli amministratori della città, che non si accontentano delle mazzette, vogliono altri soldi.
E' la teoria degli affari che continua a dominare, lo ripetono anche al Sole24Ore, l'unica cosa è far crescere il Pil, poco importa in che modo, la rivoluzione la faremo poi, oggi conta tappare le falle e spingere i consumi, le costruzioni per fare nuove ricchezza.
La logica dominante, così sembra al sottoscritto, è sempre più quella di rinviare la risoluzione del problema, accantonare gli investimenti di lungo termine, i nodi e i problemi devono essere accantonati o aggirati, mettiamo una toppa e costruiamo altro, se poi lo finiremo o se avrà un'utilità reale, questo non conta, l'importante è iniziare per creare giro d'affari.
Così si costruisce il Mose, non si se arriverà a termine, lo scopo è nobile, proteggere Venezia e creare Pil, e poi dall'altra si perfora la città con le Navi che portano turisti e guadagni.
Ma voi credete che veramente senza navi, Venezia si troverebbe senza turisti?
Questo è quello che fanno credere, niente di più sbagliato, proprio oggi dove per raggiungere la qualità e la bellezza si spende qualsiasi cifra. Allora forse è il caso di chiudere e cambiare tutto ciò che è mediocrità, e nella mediocrità voglio comprendere qualsiasi settore, e dare spazio alla bellezza che si conserva, grazie al rispetto dell'ambiente.
Prendete Cuccinelli, non ha nessun bisogno di deturpare, di fare lavoro intensivo per aumentare la produzione, anzi Cuccinelli crea un ambiente di lavoro piacevole, a misura d'uomo e non fa nemmeno sconti sul prodotto, eppure vende, come mai?
Perchè crea bellezza e qualità.
10 giorni all'inizio dell'Estate e già ci lamentiamo per il caldo, quando solo qualche anno fa l'arrivo della bella stagione (non a caso si usava quest'aggettivo) era motivo di gioia, oggi è sofferenza. Non è difficile immaginare un futuro di gente barricata e avvolta dai condizionatori in auto o in casa, perchè risolvere il problema dell'inquinamento e della produzione di energia è troppo difficile e complicato da affrontare, quindi aggiriamo il problema.
1 giorno all'inizio dei mondiali, un mese di calcio, che bello esclamerà qualcuno. Una volta i mondiali duravano di meno, forse sempre un mese, ma c'erano meno partite e veniva dato più tempo ai giocatori per riposare e ricaricarsi. Poche partite, grandi emozioni, perchè c'erano regole diverse, i giocatori erano meno usurati e c'erano dei bei piedi e delle grandi teste. Oggi, siccome manca molto di tutto questo, e l'usura nei muscoli è elevata, si sopperisce alla scarsa qualità con la quantità, facendo credere che più partite si giocano, maggiori saranno le emozioni e la bellezza.
Si è provato a fare lo stesso con i mercati finanziari, nel 2000, sull'onda dell'euforia, si pensò di creare un sistema borsistico aperto 24 ore su 24, fortunatamente l'esperimento fallì, in Borsa gli stupidi vengono eliminati. E anche la moda dell'after hour abbiamo visto che fine ha fatto, utile sì, ma non elemento che aumenta la spettacolarità dei mercati.
Forse più che a Venezia, un Mose servirebbe a Piazza Affari e in particolare a Mps, per salvaguardare la nazionalità di alcuni dei nostri beni dall'invasione straniera. Poi ci hanno ripensato, e si sono resi conto che più soldi arrivano, meglio è per le casse della Repubblica, si potrà spendere di più. Un bene sì, ma a quali prezzi, non a quelli di una mera svendita. Un Mose per Piazza Affari sì, in attesa di prezzi migliori.

Panino e Listino in edicola oggi, e qui sotto, come tradizione il pezzo della scorsa settimana.
 



 LIBERO 04 Giugno 2014
“E’ come il dentifricio, una volta che schizza fuori dal tubetto, non puoi più farlo rientrare”, con questa metafora, economisti allarmati avvisavano dell’imminente pericolo sui prezzi al consumo. Ritorna la minaccia dell’inflazione, un mostro che fa molta paura, i veterani ricordano quanto impegno e fatica ci mise Paul Volcker per domare le fiammate dei prezzi. Nei primi anni 2000 il problema sembrava riproporsi, tassi ai minimi, credito facile e l’impennata delle materie prime  erano gli ingredienti perfetti per rivivere l’incubo. Fu un abbaglio, nemmeno un petrolio a 150$ riuscì a stimolare i prezzi. Fu un abbaglio per molti economisti, ma soprattutto lo fu per Trichet,  l’allora presidente della Bce che subito ricorse all’arma dei tassi togliendo l’ossigeno a una flebile ripresa sopprimendola. Fu un grande abbaglio perché oggi ci troviamo a combattere il male opposto: un tubetto di dentifricio chiuso e sigillato che rimane sugli scaffali di un supermercato, perché oggi nessuno lo comprerà, e forse nemmeno domani, finchè i prezzi scenderanno il consumatore continuerà a posticipare gli acquisti. Si chiama deflazione, un male difficile da sconfiggere perché psicologico: hai potere d’acquisto, ma ti senti ugualmente povero. Immane compito per Draghi che ora dovrà trasformarsi anche in psicanalista, riversando liquidità a banche e imprese per finanziare ed investire, e riportare fiducia nei consumatori. Il denaro come balsamo per lenire ogni ferita.
Per i sabotatori dell’Euro e per i catastrofisti fautori dell’ideologia: “denaro facile” = fine del mondo, questa ulteriore mossa innescherà l’iperinflazione, cioè un aumento smodato e incontrollabile dei prezzi rilanciando l’Oro. Sì proprio l’Oro,  fino a qualche anno fa tanto luccicante da abbagliare e ingannare molti investitori, presto potrebbe tornare di gran moda. Secondo Martin Armstrong (leggendario investitore) potrebbe salvare molti risparmi dall’Armageddon del denaro, quando nel 2032 l’Oro arriverà a quota 24,000$. Agghiacciante!
PIAZZA AFFARI: “garzoncello scherzoso, cotesta età fiorita è come un giorno d’allegrezza pieno…” è il Sabato del villaggio di Leopardi, l’attesa per il dì della festa e poi la delusione. Non vorrei fosse così anche per il “Draghi Day”, grandi aspettative e grandi attese, e poi nel giorno della festa, invece di brindare si ritorni a pensare ai problemi dell’Euro e del debito, rovinando l’atmosfera. Non so dirvi cosa succederà il 5 Giugno, so solo che siamo in una tendenza positiva e che se ci sarà ribasso, non si dovrà aver paura a comprare. Quota 23,500 è lì che ci aspetta.
CTIC: oggi CTI BIOPHARMA, probabilmente la correzione è finita. Si riprende a salire.
ESPRINET: quota 8, sfondata! Perché vendere?
MPS: preparate il portafoglio per l’aumento di capitale, con o senza l’aiuto di Draghi, queste sono le “occasioni secolari”.
INDIA: molti lettori mi chiedono di consigliare degli ETF. Volete raggiungere il Nirvana dei Tori? Allora comprate Amundi Msci India Ucits (CI2)

05 giugno 2014

Panino e Listino: E' IL D-DAY, DRAGHI DAY, UNA FINALE DI COPPA DEL MONDO O UN "SABATO DEL VILLAGGIO"?



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 


La domanda sorge spontanea, ma può essere Draghi così ingenuo da preparare il terreno a una mossa storica senza sapere che il mercato su quel terreno avrebbe costruito un castello di aspettative? Draghi volto al suicidio d'immagine, inebriato dal suo potere e dal suo carisma da voler sbancare il tavolo con un rilancio all-in?
Dilapidare l'immensa credibilità che ha oggi sul mercato? Non credo, Draghi ha talento, paragonabile al gran Maestro Greenspan, facile quindi pensare che il super Mario nazionale, l'unico dei tre tenori Mario a essere rimasto sul piedistallo, abbia molte carte da giocare, avendo già simulato sul risiko del denaro le possibili reazioni del mercato alle opzioni da lui giocate.
La copertina di Handelsblatt non ha solo un valore storico, ma soprattutto uno simbolico, quello è il segnale che anche la Germania, anche Weidmann e tutta la Buba hanno dato carta bianca al presidente, gli hanno liberato le mani e ora può combattere in piena autonomia.
Quali saranno le possibili mosse spettacolari?
Taglio dei tassi, probabile, ma ultra scontato, ormai, a questo punto è un'arma innocua.
Tasso sui depositi bancari negativi? Anche questo è probabile, ma è già nelle carte, non basterebbe a placare la fame di novità e di spettacolarità degli investitori.
Acquisti ABS? Ancora in Europa un vero mercato non esiste, c'è solo in America, e conoscendo i tempi biblici d'azione della burocrazia europea, potrebbe essere questa una buona notizia per il lungo termine, ma abbastanza deludente, se non catastrofica nel breve periodo.
Acquisto di titoli di stato? Una nuova Ltro? Questo è possibile, ma di difficile applicazione. Secondo quale criterio sarebbero acquistati i titoli, e quali titoli? Periferia d'Europa? Non tutti sarebbero d'accordo. Titoli a tripla A, o con un buon rating? Sarebbe poco utile per i paesi in difficoltà.
E allora, perchè non comprare titoli di stato esteri?
Questa potrebbe essere la mossa esplosiva, spettacolare e inaspettata. L'acquisto di TBond o anche di titoli di Stato di altri paesi, avrebbe una doppia efficacia: l'allargamento della base monetaria in Europa, una mossa per riaccendere l'inflazione e dall'altro una mossa che aiuterebbe a ridurre la valutazione dell'Euro.
Ma non solo, decreterebbe il passaggio di testimone del QE dalla Yellen, in fase di tapering, all'Europa, mantenendo sempre in quota il livello dei prezzi dell'obbligazionario, ma allo stesso tempo darebbe una spinta all'economia, grazie anche alla svalutazione della nostra moneta.
Un intervento concertato con le altre banche?
Potrebbe essere anche questa un'ipotesi tutt'altro che remota.

Abbiamo assistito a parecchie finali mondiali e di coppa deludenti, le attese erano sempre troppo alte, ma abbiamo visto anche partite come MILAN vs LIVERPOOL.
Non so cosa succederà, posso solo ipotizzarlo, e come spesso accade, andrà in altro modo, ma quello di cui sono convinto è che anche se vedremo un ribasso violento, magari a chiudere o avvicinare il gap del Lunedì post ELEZIONI EUROPEE, la certezza è che quella sarà una correzione da comprare.



LIBERO 28 Maggio 2014
“Se Grillo vince lo spread salirà ancora e la Germania non ci aiuterà. Per quale motivo Francoforte dovrebbe gettare una ciambella di salvataggio a chi considera la procedura di deficit eccessivo come una barzelletta?” questo in sintesi il messaggio allarmistico lanciato da Roubini alla vigilia elettorale. Fortunatamente Grillo non ha vinto si dirà, e l’allarme è rientrato. Sbagliato dunque giustificare con l’ “effetto Renzi” (espressione che commentatori come Barisono non tollerano) il rialzo delle Borse post elettorale, meglio sarebbe un “Grillo, scampato pericolo, le borse festeggiano”. Ripensando a quanto è successo nel Febbraio 2013, avrebbe un senso logico. Ma non è tutto vero, perché queste non sono state elezioni nazionali, ma Europee, e in altri paesi, la minaccia “anti Euro” ha assunto contorni minacciosi. Com’è possibile dunque questa diversità di trattamento, forse Grillo fa più paura della Le Pen? La risposta è racchiusa in una sola persona: Mario Draghi, innalzato  a “Mario Cesar Draghi” da Handelsblatt che gli dedica, alla vigilia delle elezioni, una copertina in cui il presidente della Bce viene immortalato in una cornice dorata  con tanto di corona d’alloro. “E’ lui il vero presidente d’Europa” scrive il giornale tedesco, in pratica è l’ufficiale consegna del torchio magico, con cui Draghi potrà pompare liberamente denaro per riaccendere sia l’inflazione che il motore economico europeo.
Sembra tanto di rivivere il periodo fiabesco della “Greenspan put”,  cioè quel senso di protezione che la Fed di Greenspan era capace di infondere alle attività finanziarie. Oggi quelle rassicurazioni sembra darle Draghi, che fino a ora ha sostenuto la claudicante Europa solo con un abile uso delle parole: se Greenspan era la “sfinge”, Draghi è “poker face”,  ed i rialzisti sono felici di stare al tavolo con lui, perché con Draghi, come era con Greenspan, si vince sempre.
PIAZZA AFFARI: effetto Renzi, effetto Pil, effetto Draghi, poco conta quale sia la giustificazione, se i mercati hanno voglia di salire, lo faranno, aggrappandosi a qualsiasi motivazione, anche la più assurda. Il dato sulla fiducia ha già cancellato le delusioni per il Pil (un dato vecchio), brividi a 20,000 e nuova ripartenza. Graficamente sembra di rivedere il movimento fatto a Dicembre 2013, se fosse così, 23,500 rimane la prossima tappa della corsa del toro.
BIESSE: “il mio segreto? Fare meno danni che posso” è l’ironia di Carlo Ancelotti, un altro italiano dominatore d’Europa. Quello di Ancelotti potrebbe essere un saggio consiglio anche per i piccoli risparmiatori: “il segreto per guadagnare, fare meno danni possibili” e quindi se un titolo come Biesse corre da solo, perché toccarlo comprando, vendendo e facendo danni? Lascialo andare, ti porterà alla pentola d’oro. Se proprio non riesci a stare fermo, accumula sulle debolezze. Sopra 8 inizia l’arcobaleno.
ESPRINET: idem per questo titolo. Lasciate che superi 8 e vi farà felici.
TISCALI: il Renato Soru politico può permettersi la macchia del fallimento della sua creatura? Io credo sempre a quota 1 euro.

15 aprile 2014

Panino e Listino (anteprima): PREZZI CALDI O PREZZI FREDDI, INFLAZIONE O DEFLAZIONE?



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Le due sponde dell'Atlantico non sono mai state così distanti, almeno in termini di prezzi. Non solo per quanto riguarda la Borsa, sono infatti molte le borse europee lontane dai prezzi massimi del 2000 e del 2007 rispetto a Wall Street che quei massimi li ha già sfondati da molto tempo, e distanti anche nei prezzi alla produzione dei beni e relativi al consumo. In Europa si parla di pericolo Deflazione, la glaciazione dei prezzi, in Usa invece il pericolo è contrario, i prezzi si stanno surriscaldando, di nuovo la minaccia inflazione? E' paradossale perchè se invece ci riferiamo alle temperature, ambientali e non dei prezzi, anche in questo caso le due sponde dell'Atlantico si sono contrapposte, e rispetto ai prezzi, rovesciate, in Usa si è vissuto un Inverno quasi polare, mentre in Europa è stato fin troppo mite.
Si troverà un punto di equilibrio?
Per trovare la verità si deve guardare in tutt'altro posto, e cioè a Oriente, lì è stato piantato il seme della deflazione o meglio della calmierazione dei prezzi, finchè ci saranno masse di lavoratori pronti a entrare sul mercato, finchè ci saranno salari bassi, sarà difficile (Quantitative Easing o non Quantitative Easing) vedere prezzi sui beni che si impennano. Non ci è riuscito un Petrolio a 150$, figuriamoci se può succedere ora, quando la ripresa è in fase embrionale.
Ma questa è un'osservazione generale e allargata, il mercato si concentra sul qui, adesso e ora, e proprio oggi uscirà in Usa la statistica sull'inflazione e visti i timori sulla fine del QE, gli occhi saranno tutti puntati su questa statistica: se il dato sarà superiore alle previsioni, il mercato tornerà a scendere, succederà il contrario con prezzi uguali o inferiori. A questo seguiranno le dichiarazioni della Yellen e poi avrà ufficialmente avvio la stagione delle trimestrali USA.
Non lasciatevi condizionare dal singolo dato, dopo una grande impennata, il mercato ha fatto un ripiegamento e ora siamo alla congestione. Il più sembra fatto, sia in Europa, sia a Wall Street e sia a Piazza Affari. Se una vera correzione, o come molti temono, un'inversione dovesse partire, non sarà certo da questi livelli, ma dopo un'altra puntatina verso l'alto.

E ora via a "Panino e Listino" cercando di rispondere alla domanda del momento: come farà Piazza Affari a salire, ora che Wall Street, dopo una corsa di quasi 5 anni è pronta alla correzione?

27 giugno 2013

Panino e Listino (il digestivo): TUTTI IN CAMPO CON LETTA


email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox
Il Mercoledì, il giorno in cui esce il mio articolo, il blog improvvisamente tace e crolla negli ascolti, come mai?
Le risposte potrebbero essere 2: o tutti corrono a prendere il giornale, il blog si spopola con conseguenti file alle edicole, oppure tutti si vergognano di dire "io il giornale non lo compro" e quindi per non fare brutta figura, taccio.
E' un mio cruccio.
Passando oltre alle stupidate che spesso scrivo, i mercati continuano il recupero, fiduciosi dell'assalto di Letta all'Europa, magari in compagnia della Francia e soprattutto in attesa del dato sulla Disoccupazione della prossima settimana, un'ottava ricca di dati, tra questi il manifatturiero dovrebbe dare risposte incoraggianti, mentre rimane l'occupazione la grande incognita.
Inflazione non pervenuta, ottima notizia, in ogni caso, nonostante io rimanga molto fiducioso e ottimista, avviso che Luglio (ripeto, mese decisivo) potrebbe essere colpito da nuove correzioni. Sempre occhio vivo, intanto si va, più lungo è il recupero, meglio è...

04 aprile 2013

2013 BANZAAAI! La Primavera del Nikkei, sarà contagiosa?



Banzai! Vola il Nikkei, grazie alla spinta propulsiva della Bank of Jappan che con grande anticipo ha rispolverato il torchio. Vola il Nikkei con le ali giganti del denaro, denaro a basso costo, denaro regalato in quantità indefinita, denaro inesauribile che alla fine sfocerà in eccessi, anche nei prezzi e con conseguenze inflattive, permettendo così il raggiungimento degli obiettivi che la BoJ e il Governo Abe che con estrema aggressività intende raggiungere.
Il "LABORATORIO GIAPPONESE" è in piena sperimentazione, come già vi ho scritto, dobbiamo sperare che l'esperimento ardito raggiunga il risultato e partorisca una nuova soluzione economica.
Il NIKKEI vola: è la PRIMAVERA GIAPPONESE, speriamo sia contagiosa.
Avete visto la reazione di borsa? Dal -2%, dovuto anche alle tensioni geopolitiche causate dalla sempre più disperata Corea del Nord, a una chiusura in volata a +2%.
Ma cosa volete di più?
Che altro devo scrivervi? E' da Novembre del 2012 che spingo sul Giappone e sul Nikkei (con la copertura sullo YEN), rilanciando all'inizio di quest'anno con il "BANZAAAI 2013" oltre ad aver messo Giappone e Nikkei in prima fila nelle "10 di Buddy".
Ma è inutile, nessuno ha seguito, vi siete tutti tuffati nelle altre voci che al momento deludono, creando doppia delusione, maggiore sconforto e rabbia.
E quindi, di chi è la colpa? Se di colpa bisogna parlare?
Colpa mia che le ho scritte? O colpa vostra che vi siete imputati solo su alcune scelte?
E intanto il NIKKEI vola, e prima o poi diventerà irresistibile, anche per i risparmiatori italiani sempre più provinciali, anche per gli investitori italiani che fino a ora hanno snobbato il Giappone... speriamo che sia prima, che poi.



email: paninoelistino@gmail.com TWITTER: @BuddyFoxxx Pubblicato da Buddy Fox

18 marzo 2013

Il grande dittatore - GRILLO COME HITLER?



Buongiorno, mai e poi mai avrei immaginato di inserire una foto del genere nel mio blog. Ma visto l'intervento del nostro Prof Romeo, una rettifica era necessaria.
Ho fiducia cieca nel nostro professore, quindi prendo per buona la sua correzione, ma altrettanta fiducia avevo nella fonte che mi ha inviato la frase riportata nel post qui sotto.
Il problema non è ora a chi credere, ma a cosa credere. Bombardati come siamo da uno tsunami informativo, non sappiamo più quale sia la verità, sebbene continuiamo ad abusare di questi termini forti, il più orribili tra i quali "la verità vera"...
"Internet e i social network sono l'autostrada delle cazzate", più o meno così ha detto ieri il vate della biro Giani Mura, chi il capo e taccio.
Sono le persone, e nel caso della storia, gli anziani la nostra unica e autentica fonte di sapere e conoscenza, ma sono pur sempre una fonte a termine, perchè le persone hanno un confine di vita, prima o poi ci lasciano e con loro se ne va un pezzo di storia. Facendo un semplice calcolo anagrafico, le persone che hanno vissuto il 1929 sono ormai poche, con loro se ne andrà l'esperienza della depressione, cadrà nel dimenticatoio il vissuto e rimarrà con noi solo l'interpretazione, questo sì un vero pericolo, perchè il sapere potrebbe finire in mani poco raccomandabili.
Lo si sente spesso ricordando la Repubblica di Weimar e il successivo sfogo nel nazionalsocialismo, sono in molti (convinti) a ripetere che il pericolo e la causa scatenante è stato il dirompente uragano inflazionista, quando leggendo altre fonti storiche si ha la rivelazione che la malattia è stata causata da forti effetti deflazionistici.
Ma anche qui, sarà contestazione e nei continui litigi verbali, quando finirà lo stato di caos?
Non ci resta che sperare che rimanga una guerra di informazione virtuale e che non si esca da questi confini...



email: paninoelistino@gmail.com TWITTER: @BuddyFoxxx Pubblicato da Buddy Fox

21 febbraio 2013

BUDDY FO(re)X (Guerra delle Valute) - Euro glu glu glu, Dollaro su su su. Inflazione big dilemma



Improvvisamente, durante la riunione della Fed, i banchieri regionali si lanciano sul tavolo di Bernanke, le carte volano in aria e non si capisce più nulla. La partita a poker salta, bluff finito?
Probabilmente quello che sta accadendo oggi è il bluff, un test più volte provato dalla Fed e dallo stesso Bernanke. E' Bernanke ad avere il banco in mano e ieri sera ha deciso di andare a vedere le carte: "come potrebbe reagire il mercato alla sospensione del QE?"
Ecco il risultato, freddo, paura, brividi e via con le vendite? O semplicemente ci si aggrappa a una scusa per scaricare gli eccessi accumulati su massimi (quasi) assoluti?

L'hanno capito anche a Radio24, in questo caso la perspicace Debora Rosciani ha interpretato: "a mio avviso, questa potrebbe essere semplicemente la scusa per una correzione, visto che i mercati USA sono su massimi che non si vedevano da anni...", finalmente! Ma se proprio questa volta fosse vero il contrario? Cioè si vende perchè tutto è cambiato e allora come vi riferivo qualche giorno fa, sarebbe vero il rapporto che ho letto: "IL PEGGIO DEVE ANCORA VENIRE...".
A leggere attentamente il comunicato diffuso ieri sera, le preoccupazione si affievoliscono, i dubbi improvvisamente sorti in seno alla Fed sono dovuti al possibile aumento dei prezzi con un'inflazione che diventa (incomprensibilmente) indomabile.
Un dubbio che tra banchieri centrali, economisti, banche d'affari e politici più volte si è manifestato, ma mai tramutato nella realtà dei prezzi su prodotti e beni, la forza deflazionista di un mercato del lavoro ancora insoddisfatto e di una concorrenza sulla produzione spinge ancora all'ingiù i prezzi, tranquillizzando il mondo Occidentale che con la creazione finanziaria cerca di recupera competitività e crescita.
Facile ora individuare il prossimo driver di mercato, oltre i dati economici USA da cui ci si aspetta un'accelerazione nella crescita, sarà il dato sull'inflazione (in uscita proprio oggi, guarda che caso) a darci l'indicazione se quella di ieri sera è stata solo una fatua preoccupazione, un test, una paura che è solo un fuoco di paglia, oppure se ci troviamo all'origine di un'inversione di tendenza nella politica monetaria principe (quella della Fed), un'inversione generale di mercato e quindi a una rinascita del Dollaro, non grazie a un ritorno di forza economico, bensì al rientro dei capitali dalle periferie al centro dovuto alla paura e alla riduzione del rischio negli investimenti.
Personalmente penso sempre che il mercato si trovi all'interno di un nuovo ciclo toro, chi è rimasto fuori non potrà mai rientrare se non quando i prezzi saranno a livelli di stato euforico, e quindi irresistibili. Oggi, negli incerti, deve essere riportata la paura, lo scetticismo, del tipo: "volevo entrare sulla prossima correzione, ma ora vista la situazione, ci ripenso, ho paura...", perdendo così l'ennesimo treno. La beffa fa parte del mondo degli investimenti, dove non esistono pasti gratis e nè esistono entrate sicure.
Oggi con il dato sull'inflazione capiremo se potremmo tirare un immediato sospiro di sollievo, da pericolo scampato, oppure se dovremmo attendere l'evolversi dei prossimi dati economici, fino alla riunione della Fed del 21 Marzo, data da sempre principe di tendenza, visto che coincide con la settimana di scadenze tecniche pesanti, quelle di Primavera.
Piazza Affari si trova su supporti importanti, il pavimento che dovrebbe delimitare il grande laterale pre elettorale.
Dopo il voto, malgrado possibili turbolenze, sarebbe sufficiente una Wall Street cauta, per vedere una Piazza Affari di nuovo smagliante.
E intanto l'Euro si prende una bella scoppola, con tanta pace dei fuochisti e degli armatori che tanto speravano di guadagnare da una Guerra Valutaria. Il Dollaro è ormai entrato in un ciclo di recupero, magari sarà lungo, ma la strada è quella, con o senza inflazione.



email: paninoelistino@gmail.com TWITTER: @BuddyFoxxx Pubblicato da Buddy Fox

16 novembre 2012

LA PROTESTA EUROPEA E LA CRISI ITALIANA, SOLO SLOGAN?



Sto leggendo un bellissimo pezzo su "IL GIORNO", illuminante, voglio farvi da specchio e provare ad accendere anche voi,  riporto letteralmente: "purtroppo è accaduto che l'intera società italiana negli anni scorsi si sia abituata a vivere in un'abbondanza che non era reale. E' duro ammetterlo ma è così. E quindi bisogna fare dei passi indietro..."
Ecco, questo è l'unico punto su cui non sono d'accordo, o meglio, ripensando a quanto si diceva solo qualche anno fa, non mi trovo d'accordo con l'analisi attuale.
Provate, sforzate un attimo la vostra memoria e ricordate quanto si diceva solo qualche anno fa, prima che iniziasse nel 2008 la "Grande Crisi", in Italia si continuava a ripetere che si era fermi, che eravamo un Paese a crescita "ZERO VIRGOLA", che c'era la stagnazione. Senza contare quanto diceva la gente comune, i commercianti, i venditori, crisi, zero vendite, si tirava a campare. Ma come al solito, la memoria tende a cancellare i drammi, e si ritorna al "si stava meglio quando si stava peggio".
La verità è che l'Italia, tranne la breve parentesi di fine millennio (1997-2000), non cresce da più di vent'anni e quando prima si cresceva, era solo grazie alla droga della SVALUTAZIONE COMPETITIVA!

L'ITALIA NON PUO' PIU' SVALUTARE PER ESSERE COMPETITIVA
Alla fine degli anni Novanta abbiamo avuto possibilità e occasioni per ristrutturare la nostra industria, grazie all'avvento dell'era dei tassi calanti. Ma ricordate a che livello erano i tassi a inizio anni Novanta? 

Quell'opportunità non l'abbiamo colta, e con il passare degli anni, prima o poi arriva in cui si paga il conto, e più passa il tempo, più il conto sale. Ora non è più un'occasione, ora è diventato un obbligo. Il meglio deve ancora venire!

Molti Paesi, in primis la Germania, hanno colto quell'occasione, hanno faticato, sofferto, oggi ne godono i frutti, avvalendosi di una maggiore resistenza alla crisi, questa è una realtà indiscutibile, mentre per noi, in ogni momento c'era sempre una scusa: il Debito (sempre stato nel periodo sopra il 100%), c'era il caro Petrolio, c'era l'inflazione, la caduta delle Torri etc etc... Tutte scuse che valevano per noi, come valevano per gli altri paesi, ma per noi e solo per noi, erano ostacoli insormontabili.
Dobbiamo smetterla di lamentarci e guardare solo al presente, veniamo da una ferma cronica, ossidata da anni e per smuoverla, ora, ci vuole tempo e maggiore fatica, ma ce la possiamo fare, come ha detto Monti "è una medicina amara, ma bisogna berla"...
Oggi c'è la disoccupazione, c'è l'evasione, c'è il Debito, non mi pare che sia nulla di nuovo, è un disco che si ripete e questo disco prima o poi bisogna pur romperlo e cambiare musica!
Siamo stati anticipatori nel Debito, la prima Nazione a creare un enorme debito pubblico (gli altri oggi ci stanno copiando), siamo stati i primi a fare debito a leva societario (vedasi come abbiamo rovinato Seat Pagine Gialle), ora vogliamo essere per primi fautori di qualcosa di creativo e positivo?
Quello che manca è l'equilibrio, la crescita tornerà, perchè con più o meno fatica, il cammino è iniziato, trovare un equilibrio sarà un po' più difficile, soprattutto se la violenza diventerà fattore preponderante...

ps. Proposte per il sondaggione? Da quel che ho capito, le voci da me indicate, vi hanno soddisfatto.

email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox